Cominciamo con un bilancio della tua stagione, a livello personale, e della stagione della squadra.
Secondo me abbiamo avuto alti e bassi. Siamo stati bravi in certi frangenti in cui ci siamo ripresi da momenti difficili. Siamo passati da un campionato tranquillo, a un momento in cui sapevamo di poter salire e poi di nuovo a una ridimensionata. Ha vinto la squadra che era più in forma e probabilmente quella che vincerà il campionata. Io poi sono sempre dell'idea che quando si ha un gruppo competitivo il campionato lo si perda non per merito degli altri ma per demerito nostro. Potevamo fare di più. Per quanto riguarda me, non posso lamentarmi. Tutti mi avevano detto che sarebbe stato più facile perchè abbiamo acquistato un ottimo passatore ma personalmente non ho notato tutta questa differenza. Le palle che arrivavano erano buone ma meno. Sono comunque contento perchè sia a livello realizzativo che di gioco ho mantenuto i miei standard. Alla fine, non so se per demerito mio, per merito dei coach delle altre squadre o ancora per colpa degli arbitri che hanno permesso pestaggi sotto canestro ho faticato di più ma nel complesso non mi posso lamentare.
Continuiamo, cosa credi che manchi a questa squadra per fare il salto di qualità? Negli ultimi anni siamo sempre arrivati ai play off senza però mai ottenere il risultato sperato.
Ci manca utenza. Siamo troppo pochi Se si pensa che per arrivare dove siamo arrivati abbiamo avuto bisogno di due giocatori da fuori si dice già tutto. Là dove in piemonte da un gruppo di dieci giocatori possono venirne fuori due bravi, ad Aosta, dove i numeri sono più bassi il rapporto resta.
Molti dicono che Aosta è una squadra fatta di tre soli giocatori, che manca il collettivo...
Se fossimo tre giocatori non potremmo giocare. Se ci limitiamo a guardare il tabellino siamo ignoranti. Poco importa se Kobe Bryan fa 60 punti se alla fine gli avversari ne fanno di più. É giusto dire che Aosta punta su tre finalizzatori in attacco ma noi abbiamo patito molto, nella fase finale, la presenza di un Lupo (Lucchi) o di un Bernardi che in partita potevano darci quel qualcosa in più. Non credo che Massimo si offenda se dico che non è un fenomeno come terminale offensivo ma sicuramente è un "massacratore" in difesa. Ognuno deve avere il suo ruolo all'interno della squadra.
E parlando del futuro, che succederà il prossimo anno?
Domanda difficile. Puoi chiedere a qualunque giocatore cosa farà l'anno dopo e in questo periodo ti dirà che smetterà di giocare. Per bello che possa essere il nostro sport a questi livelli è stressante e faticoso sia mentalmente che fisicamente. Il prossimo anno si ripartirà: vedremo se potremo prendere giocatori, se rimarreno solo noi valdostani, si stabilirà un obiettivo minimo e si cercherà di fare meglio. Quest'anno voglio ricordare che abbiamo fatto meglio di quanto avevamo programmato per cui di nuovo non vedo perchè lamentarci.
Concludiamo: tanti vorrebbero una squadra, magari di profilo più basso, ma che non sia incentrata su giocatori che vengono da fuori.
Io non credo che ad oggi ci siano davvero i numeri per poter fare un discordo del genere.. Purtroppo l'utenza di giocatori ad Aosta è tanto ridotta da costringerci a questo tipo di politica. Noi dobbiamo intanto fare i complimenti a tutti quei ragazzi che hanno voglia di fare su e giù da Torino per allenarsi ogni settimana perchè senza di loro saremmo in 4, altro che 10. Forse un domani si vorrà dire "facciamo un campionato di metà classifica, con il rischio play out", e allora riusciremo a essere solo aostani ma ad oggi saremmo costretti a mettere in campo ragazzi solo per completare il referto e questo non è il giusto modus operandi.